Le Gole francesi e l’Alta Savoia in moto

Lo splendido viaggio in moto di Alessia e Cristian tra le spettacolari Gorges del Verdon, Daluis, Bourne e sui Colli de l'ISeran e Galibier.

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Viaggio in moto tra le spettacolare Gorges francesi e le vette più alte e belle dell’Alta Savoia: la prima, indimenticabile esperienza su due ruote di Alessia (e Cristian!).

La “prima volta” in moto

Ed eccomi qui, a raccontare la mia prima esperienza estiva a bordo di una MT09 Tracer. Se mesi fa mi avessero chiesto quale fosse la mia idea di vacanza, mai avrei immaginato un viaggio simile: quest’anno, infatti, la passione del mio ragazzo per le moto ha contagiato anche me.

Mi chiamo Alessia, ho 22 anni e vivo in una cittadina piemontese in Provincia di Alessandria, punto di partenza del nostro itinerario. Il pilota è Cristian, il mio ragazzo, un pazzo di 24 anni che ha deciso di affrontare 5 giorni e 1633 km nei territori francesi con una zavorrina come me.

Via! sulle prime vette!

Partenza il 21 agosto. Passando per Barolo e le colline delle Langhe, lasciamo l’Italia attraversando il colle della Maddalena. Superato questo magnifico confine naturale, giungiamo in Francia, dove hanno inizio le prime preoccupazioni per una persona ansiosa come me: all’ora di pranzo, infatti, non sappiamo ancora dove pernottare. La salita al colle della Bonette, tuttavia, è in grado di distrarmi dalla nostra mancata organizzazione. Tornanti che paiono disegnati, asfalto perfetto e paesaggi mozzafiato incantano pilota (ma su questo c’erano pochi dubbi) e passeggera. I suoi 2802 metri di altitudine la rendono la strada più alta d’Europa, un luogo in cui roccia e cielo sembrano sfiorarsi.

Proseguiamo il nostro cammino raggiungendo il col de la Couillole, inferiore per altitudine (1678 metri), ma comunque di grande effetto. Un susseguirsi di curve rende questa vera e propria immersione nella natura ancora più suggestiva. Terminati con soddisfazione ed incanto i way point della giornata, non ci resta che trovare un posto in cui fermarci la notte e ricaricarci per la giornata successiva. La nostra scelta ricade su Guillaumes, un comune di circa 700 abitanti, piccolo e grazioso, il luogo giusto per un po’ di meritato relax. Che il cibo italiano sia ineguagliabile non è solo un cliché, ma devo ammettere di non potermi lamentare eccessivamente della cucina francese. Proprio a Guillaumes, infatti, abbiamo trascorso una delle cene migliori di tutta la vacanza.

Gorges du Daluis e del Verdon

È mattina, ed ecco giungere, ancora prima di partire, il primo ostacolo della giornata: riuscire a chiudere le valigie. Per una ragazza non è mai semplice selezionare il necessario per trascorrere qualche giorno lontano da casa, figurarsi quando lo spazio a disposizione è così ridotto. Con un po’ di ingegno e tanta pazienza, soprattutto per Cristian, riusciamo nell’impresa e andiamo alla ricerca della prima brioches francese. Caricata la moto, partiamo verso le gorges de Daluis o, per meglio dire, verso il Colorado francese. La roccia rossa erosa dal fiume Var ci segna il cammino, regalandoci un susseguirsi di luci e ombre, paesaggio e gallerie, grandezza e riservatezza. Proseguiamo verso le sorelle maggiori, ovvero le Gole del Verdon. La strada per arrivarci è davvero spettacolare. È credenza di molti, me compresa fino ad un anno fa, pensare che essere passeggero in moto sia solo una gran scomodità, che non ci sia nulla di entusiasmante nel restare appollaiati per ore, mentre il pilota si appassiona tornante dopo tornante. Devo invece confessarvi che non è affatto così. Si può benissimo essere passeggeri “attivi”, ovvero partecipi nella guida, nel movimento del pilota, fino a diventare un tutt’uno con la moto e arrivare a godersi la bellezza dell’asfalto, tornante dopo tornante.

Lo spettacolo circostante, inoltre, è davvero unico. Ci si sente piccoli rispetto alle altissime pareti rocciose a strapiombo sul fiume Verdon, le quali raggiungono circa i 1500 metri di altezza. Quasi imbarazzati davanti a così tanta grandezza, decidiamo di proseguire il nostro percorso alla ricerca del luogo in cui il corso d’acqua ha origine, ovvero il colle d’Allos. Il tempo, però, non ci è favorevole e siamo costretti ad armarci di cerate per proteggerci dall’acqua. Fortunatamente la pioggia non dura molto e possiamo giungere alla cima del colle. La strada non è delle migliori, stretta e costeggiata da strapiombi. Lo spettacolo finale, però, giustifica il percorso tortuoso.

Più tardi, decidiamo di raggiungere una città dove passare la notte e così ci dirigiamo verso Gap. Una ventina di chilometri prima della meta, però, la pioggia decide di tenerci compagnia. Arriviamo in hotel stanchi, ma contenti della giornata trascorsa, non vedendo l’ora di togliere le cerate e lasciarci il butto tempo alle spalle. Rimuovendo le valigie, però, ci accorgiamo che l’acqua ha deciso di non abbandonarci: qualcosa è andato storto con il rivestimento impermeabile delle borse e i nostri vestiti sono completamente zuppi. Innervositi per l’accaduto, chiediamo al proprietario dell’hotel se ci sia una lavanderia aperta h 24 nei paraggi e, una volta tanto, la fortuna sembra assisterci. L’ora però sì è fatta tarda e così decidiamo di temporeggiare e andare a cena (anche perché in Francia dopo le 21:00 non si cena più), asciugando con il “potentissimo” phon della stanza gli indumenti necessari per poterci cambiare. Saremmo andati in lavanderia più tardi. E dico saremmo perché la lavanderia alla fine era chiusa. Ecco come una stanza di hotel si trasforma in un accampamento.

Dalle Gorges al Colli mozzafiato!

23 agosto. Fortunatamente è tutto asciutto, possiamo ripartire. Il programma della giornata prevede il passaggio per il col de la Bataille, il col de la Machine e le suggestive Gorges de la Bourne. Terreni scoscesi, scenari selvaggi e 24 km di strada tagliata nella falesia: puro spettacolo per gli occhi. Trascorriamo la notte nella città di Grenoble, senza farci mancare una passeggiata serale lungo l’Isère.

Nuovo giorno, nuova avventura e ormai siamo diventati velocissimi a ricomporre le valigie. Oggi si torna in Italia, ma non senza un ultimo saluto alla Francia: il colle del Lautaret, il col du Galibier e il col de l’Iseran ci attendono. Senza fiato, ecco l’unico modo possibile per affrontarli. Scenari sorprendenti, l’aria fresca sulla pelle, l’ombra delle nuvole sulle montagne, tornanti talmente perfetti che la moto sembra danzare: qualcuno mi dica che si può restare qui per sempre. Il nostro viaggio, invece, continua e varchiamo il confine attraversando il colle del Piccolo San Bernardo. Il versante italiano regala emozioni forti alla guida (per un istante penso seriamente che il pilota scarichi me e i bagagli per una discesa in solitaria). Dopo una sosta al lago Verney, ci dirigiamo a Courmayeur.

25 agosto. La nostra vacanza è quasi giunta al termine e per l’ultimo giorno non abbiamo programmi, solo tante idee per cercare di concludere al meglio il nostro viaggio. Decidiamo, quindi, di raggiungere la terza stazione di Skyway Monte Bianco, ovvero Punta Helbronner: 3466 metri di altitudine e mi sembra di poter toccare il cielo con un dito. Dopo un gustoso pranzo a La Thuile (la buona cucina italiana ci è mancata), ci dirigiamo verso casa, consapevoli che questo sarà il primo di una lunga serie di viaggi in moto.

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