Lorenzo Piolini alla Dakar 2021 – Tutto pronto!

Dakar Rally dal 3 al 15 gennaio 2021 - Una storica grande sfida che vede protagonisti tanti piloti italiani, professionisti e non.

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Lorenzo Piolini, pilota e viaggiatore milanese, proprietario del famoso Moto-atelier Caravanserraglio  è pronto a partire per la Dakar 2021.

Mancano pochi giorni a Capodanno, ma per Lorenzo, in quest’anno davvero fatto di salite e difficoltà, il Natale ha il sapore della sabbia, del deserto e della velocità. Ci ha inoltre girato questo video che non potevamo non condividere e abbiamo colto l’occasione per fargli qualche domanda prima della sua partenza da Jeddah.

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Gli ultimi mesi sono stati realmente molto intensi, tra allenamenti atletici, preparazione della moto, una bellissima KTM Factory Replica 450 e tanto tanto allenamento con il pluricampione Oscar Polli, che, dopo le competizioni si dedica alla formazione di giovani atleti e tanti amatori.

Dopo il rally dell’Andalusia e l’imbarco della moto a Marsiglia, la prossima tappa rimasta è solo il volo che lo separa da Jeddah, per la partenza della Dakar il giorno 3 gennaio 2021, data in cui anche noi inizieremo a seguire lui e gli altri piloti come l’agguerrito Maurizio Gerini, Franco Picco (instancabile e sempre temibile!), Francesco Catanese, Davide Cominardi, Tiziano Interno, Angelo Pedemonte, Giovanni Stigliano e Cesare Zacchetti.

Noi abbiamo intercettato Lorenzo al telefono direttamente da Jeddah per una rapida intervista ecco cosa ci racconta:

Raccontaci in breve qual è stata la tua giornata tipo nel ritiro con il coach? 

Abbiamo passato tante giornate con Oscar Polli, praticamente in ritiro totale, in un agriturismo del Lazio. Si partiva al mattino con un riscaldamento intenso di corsa e in bici al mattino presto, colazione e poi in moto tutto il giorno, fino a all’imbrunire. Breve pausa per mangiare qualcosa, poi ancora moto al buio e dopo ancora atletica fino all’ora di cena.

Com’è diventato il tuo rapporto con Oscar Polli e come sarà la tua avventura senza di lui?

Con Oscar ho trovato la sintonia perfetta, oltre ad un sentimento di profonda amicizia, posso dire che “siamo noi a fare la Dakar” e non nascondo il fatto che anche in lui si è riaccesa la fiamma del raid. Per una serie di ragioni, Oscar non può accompagnarmi ma sono più contento così perché preferisco muovermi con le mie gambe e cavarmela con le mie mani.

Quanto ti ha cambiato e in cosa allenarti con lui?

Mi ha permesso di comprendere realmente cosa ci vuole per fare la Dakar e di conseguenza mi ha cambiato radicalmente, da solo non sarei il pilota che sono adesso. Dal punto di vista tecnico mi ha impostato nel modo corretto, non solo nella guida ma soprattutto per le situazioni più estreme, passando ovviamente per la resistenza fisica che una gara come la Dakar richiede.

La moto è pronta? Come l’hai preparata per la Dakar?

La Rally replica di KTM sembra fortunatamente nata pronta, soprattutto per quanto riguarda la strumentazione e la componentistica. Il lavoro più importante è stato fatto sulla ciclistica, anteriore e posteriore, per tararla sul mio peso di 60 chili.

Tu come ti senti rispetto alla tua vittoria al Toureg 

A questo punto ormai c’è un abisso con il Touareg Rally, sia per quanto riguarda la mia preparazione che per quanto riguarda la gara in sé. Un rally molto bello che vorrei tornare a fare perché l’Algeria è stupenda, ma nettamente molto amatoriale rispetto all’altissimo livello della Dakar.

Stai entrando nell’olimpo dei piloti più estremi, ti mette più soggezione questo o la gara in sé?

Posso sinceramente dire che non mi sento in soggezione per il semplice motivo che il mio passo e quello di altri piloti cosiddetti “amatori” non è paragonabile a quello dei professionisti più navigati. Il loro stile di guida è realmente estremo e viaggia davvero sul filo sospeso tra vita e vittoria, impressionante. E’ invece la gara in sé ad emozionarmi realmente, e mi riporta indietro alla mia “esperienza” in Sud America quando mi ci ritrovai in mezzo.

Quali sono le tappe o le prove che temi di più?

Le ultime della prima settimana saranno sicuramente più difficili dal punto di vista tecnico, mentre la tappa 11 (della seconda settimana) è di oltre 800km di cui 500 di speciale, ed essendo la penultima, non ci si arriva sicuramente riposati, anzi. I miei timori sono più che altro sulla resistenza fisica che la gara richiede.

Gli altri piloti saranno d’aiuto per te che partecipi la prima volta o sono solo avversari?

Per me gli altri piloti sono in primis una famiglia, su cui contare reciprocamente: non si lascia indietro nessuno.

Qual è il tuo mantra quando sei in difficoltà o cosa ti spinge ad andare avanti nei momenti più estremi?

Non è un vero mantra ma mi dico semplicemente “Lorenzo stai zitto, non pensare”. Quando tutto diventa difficile è l’unica soluzione, testa bassa, marcia lunga e avanti così.

Sappiamo che questo genere di gare crea dipendenza, vedi Franco Picco, tu hai già in mente altre sfide per il 2021/22?

Vero! Di piloti che ne hanno fatto solo una di Dakar in effetti ce ne sono pochi. Per quello che mi riguarda non faccio per ora progetti, sono concentrato su questa imminente edizione, dopo si vedrà.

 

Non ci resta che dirti grazie mille Lorenzo e avanti a tutto gas! Il nostro in bocca al lupo va a te e a tutti i piloti della Dakar 2021, soprattutto quelli italiani!

Video, foto, audio, loghi di Lorenzo Piolini, Francesco Pelosio, Dakar Rally

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Fabio Capone
Dopo aver percorso migliaia di chilometri in moto e di miglia in mare, tra Europa e Stati Uniti, adesso si fa letteralmente in 4 tra famiglia, viaggi, motori ed eventi per trasmettere a tutti i lettori le emozioni e le meraviglie del motociclismo e del turismo in moto.