Ecuador in moto – Parte seconda

Il viaggio in moto in Ecuador di Francesco Tamai, l'avventura e il viaggio dalle Ande alla Foresta Amazzonica. Seconda parte

Ecuador in moto - Lagune di Attillo
Ecuador in moto - Lagune di Attillo
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Il mio viaggio in moto in Ecuador: dalle Ande alla Foresta amazzonica.

Questo viaggio, che sembrava partire pieno di problemi e privo dei mezzi necessari, si concretizza con la nostra partenza da Riobamba, a 2700 metri sulle Ande, per un tour che ci avrebbe fatto scendere a Sud-Est verso la foresta Amazzonica sulla Strada 46. Una volta raggiunta la regione dell’Oriente, avremmo proseguito verso Sud sulla E-45 per poi risalire di nuovo le Ande a Ovest su per la famosa Panamericana, in direzione Nord fino a ritornare a Riobamba.

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Dalle Ande alle “Alpi”

Ecuador in moto - Paramo Parque Sangay
Paramo Parque Sangay

Sulla 46, la strada Riobamba-Macas, dopo essere entrati nel Parco naturale del vulcano Sangay a circa 3500m, valichiamo la dorsale andina attraversando la zona delle lagune nel Paramo Andino, uno spettacolo davvero emozionante: aria fresca, il cielo privo di nuvole con un sole che, a queste latitudini e quote rende i colori più luminosi ed intensi. Il paesaggio, simile alle Alpi in alta quota, è composto di praterie e bassa vegetazione con frequenti rigagnoli d’acqua, ci sono poche costruzioni a indicare la presenza umana, ma la strada è ben asfaltata, ampia e ben tenuta.

Abbandoniamo la zona delle Lagune di Attillo e iniziamo la discesa verso l’Amazzonia in un paesaggio che si trasforma riempiendosi di boschi simili ai nostri ma intervallati da piante ed alberi tropicali come palme e banani, che sembrano stridere in quell’ambiente montano. Arriviamo a Macas per ora di pranzo, ci fermiamo per consumare un almuerzo (pranzo del giorno) in una baracca di lamiera non prima di aver rabboccato il serbatoio della HD di Marco.

Inghiottiti dalla Foresta amazzonica

Ecuador in moto - Rio Pastaza
Ecuador in moto – Rio Pastaza

Macas è una cittadina che ci lascia abbastanza indifferenti, alle propaggini della Foresta Amazzonica, perciò decidiamo di deviare verso Nord anziché verso Sud, sulla E45, in direzione Puyo cittadina considerata l’ingresso alla foresta. Cercando un riparo per la notte, pensando di trovare una villa coloniale vista su internet, superato il cancello di ingresso, ci addentriamo nel buio tunnel vegetale che ci inghiottisce con una ripida discesa. L’avventura viene premiata da una rustica struttura di palafitte alla fine del sentiero accidentato a ridosso della confluenza tra il Rio Sangay ed il Rio Pastaza. Noi decidiamo di utilizzare una palafitta senza pareti e attrezzata con solo amache ed una lampadina; l’idea di stare in mezzo alla foresta e dormire sulle amache ci gasa a tal punto che per 3$ a testa dormiamo all’aperto, facendoci cullare dallo sciabordio del fiume con i locali increduli della nostra scelta. In effetti intorno alle 02:00 di notte, umidità, pioggia e freddo ci costringono a serrarci dentro i sacchi a pelo!

La mattina seguente, dopo una colazione a base di pesce fritto, riso e guayusa, una bevanda energetica di erbe, la piccola Tundra Raptor 250 non vuole saperne di mettersi in moto. Il viaggio sembrava terminare al secondo giorno quando, nell’ultimo tentativo di accenderla, la moto parte! Si era semplicemente bagnata la candela a causa della pipetta di gomma vecchia e crepata.

Rotolando verso Sud

Ecuador in moto - Paramo e arrivo a Loja
Ecuador in moto – Paramo e arrivo a Loja

Il viaggio riprende verso Sud a ritroso in direzione Macas, costeggiando la foresta fino a Mendez dove decidiamo di fermarci a conoscere gente, usi e costumi. Si era appena svolta l’elezione de La Reyna de Mendez e, a proseguimento dei festeggiamenti era in programma una gara di motocross, per cui i giovani del posto giravano con rombanti moto portando in sella le loro ragazze per il paese. L’indomani arriviamo a Gualaquiza per pranzo, con il freno posteriore della Harley di Marco in sofferenza. Da lì avremmo dovuto inerpicarci sulle Ande per raggiungere Loja, città capoluogo piuttosto grande e culturalmente vivace dove sicuramente avremmo trovato assistenza; lasciamo quindi la città per arrivare prima e per fare la corretta manutenzione alla moto. Non abbiamo però fatto i conti con il clima andino dove, in quota nel tardo pomeriggio, le nubi si addensano formando una fitta e umida nebbia che si frappone tra noi e la nostra meta . Con una visibilità di pochi metri, una temperatura scesa a 5 °C sulle ampie ma sempre imprevedibili strade ecuadoriane (con i bus che sfrecciano sicuri anche con scarsa visibilità) riusciamo a passare il valico. Completamente bagnati ed infreddoliti, ad un tornante uno squarcio tra le nubi, fa filtrare un raggio di sole e scorgiamo finalmente la città al tramonto.

Non esitiamo un momento di più e percorriamo gli ultimi chilometri della strada di cemento umido che ci ha fatto da via da quando abbiamo iniziato a risalire le Ande…

Seguiteci su Facebook e Instagram per scoprire la terza parte del viaggio o clicca qua per la prima parte!

Ecuador in moto - io e Marco
Ecuador in moto – io e Marco

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Francesco Tamai
Autore Ogni scusa è buona per macinare chilometri: dalle Ande dell'Ecuador ai raduni più freddi e alti dell'arco alpino, Francesco è un vero moto-viaggiatore. I suoi articoli precisi e puntuali sono sempre accompagnati da splendide foto delle sue avventure. Guida una Suzuki V-Strom 650