Ecuador in moto – Parte prima

Il viaggio in moto in Ecuador di Francesco Tamai, un'avventura nata quasi all'ultimo minuto e divenuta una meravigliosa esperienza di viaggio.

Ecuador in moto
Ecuador in moto - Il viaggio di Francesco Tamai
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Il mio viaggio in moto in Ecuador: parte da un sogno e giunge fino alle Ande.

Tutto è nato da una sera di capodanno in cui ci siamo ritrovati tra amici per festeggiare e per accogliere Marco, moto-viaggiatore, che si è preso una pausa dalla sua avventura in moto che lo sta portando dal Nord America alla Patagonia.

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“Esplora di più, preoccupati di meno”

Parlando di Sud America non ho potuto fare a meno di parlare dell’Ecuador, paese natale di mia moglie. La conversazione, tra un bicchiere e l’altro, scorre tranquilla fino a quando non rivelo che a giungo sarei andato lì in vacanza con tutta la famiglia. Marco si illumina e mi dice che proprio in quel periodo sarebbe stato di passaggio proprio lì.

D’improvviso la nebbia alcolica si dirada e si illumina la mia visione della Panamericana, la strada che collega il Nord e il Sud del continente sudamericano e che in Ecuador corre sulla dorsale andina, più volte percorsa su quei bus dove ad ogni fermata salgono pittoreschi venditori di caramelle o di miracolosi rimedi per la salute. Percorrerla in moto sarebbe un sogno. E a un certo punto mi dice “è se organizzassimo una settimana o dieci giorni per farci un giro insieme?”.

Ecuador in moto - Palazzo coloniale di Riobamba
Ecuador in moto – Palazzo coloniale di Riobamba

Gaby, mia moglie, è d’accordo nonostante sappia che dovrà stare da sola con le bambine una settimana, ma c’è un grosso problema: tutte le mie finanze sono impegnate per il viaggio con la famiglia. Noi non possediamo una moto in Ecuador e tempo fa avevo già avuto modo di vedere quanto fosse costoso noleggiarla a causa delle garanzie che i rari noleggiatori richiedono. Nei giorni e nei mesi successivi prende vita la pianificazione economica e la difficile ricerca di una moto a noleggio.

Niente da fare: l’Ecuador non è una meta turistica per moto-viaggiatori, ed è privo della cultura motociclistica intesa come svago o turismo. Desisto e mi rassegno all’idea di essere passeggero di Marco sulla sua Harley 883 Iron.

La svolta

Ecuador in moto - Marco e la sua Harley-Davidson
Ecuador in moto – Marco e la sua Harley-Davidson

Giunti in Ecuador, Marco arriva a Riobamba, la città di mia moglie, e si stabilisce in un albergo vicino casa nostra dove passiamo bei momenti insieme a sistemare la sua moto: scarichi nuovi, fasce termiche, revisione della forcella e del freno posteriore che sembra non voler funzionare a dovere. Nel frattempo arriva la notizia che mi cambia la vacanza! Pare che qualcuno sia disposto a “prestarmi” la sua moto per un paio di settimane ad un prezzo di favore. Corriamo attraverso la città sulla Harley di Marco che sembra un camion rispetto alle motorette in circolo.

Ci apre la porta Eduardo ed entriamo in quello che è un magazzino edile, col pavimento ricoperto di polvere di cemento e intonaco e, semi sepolta dalla polvere. Ci mostra una una piccola enduro 250 monocilindrica dall’aspetto dismesso e abbandonato, al contempo ci assicura che funziona e che è solo ferma da due o tre mesi. Proviamo a fatica a metterla in moto: riparte ma tende a spegnersi, le luci non funzionano e nemmeno le frecce. Faccio notare che se vuole che gliela riportiamo, quanto meno dobbiamo essere sicuri che non venga sequestrata dalle pignole forze dell’ordine perciò decidiamo di ridiscutere il noleggio dopo che sarà stata messa in ordine di marcia da un meccanico.

La “poderosa”

Nel giro di pochi giorni la moto sembra essere rinata: forse ha sentito la possibilità di terminare la sua carriera su una ripida salita andina, magari bucando le nuvole oltre i 3000 metri, piuttosto che morire abbandonata in un magazzino. Ci accordiamo per 30 dollari al giorno per massimo 6-7 giorni. Abbiamo la moto!

Ecuador in moto - Io Marco e le nostre moto
Ecuador in moto – Io Marco e le nostre moto

La settimana successiva ci tocca “viaggiare” per uffici perché la moto in realtà non è di Eduardo, ma di suo cognato Carlos, quindi deve essere lui a pagare le multe e le tasse per rimetterla in strada. Alla fine il noleggio finirà per coprire queste spese, ma non tutto il male vien per nuocere perché Carlos è un appassionato di moto e con lui nasce una forte amicizia che mi porterà a progettare un nuovo tour in Ecuador nel 2020.

Finalmente è tutto pronto: un piccolo zaino con il ricambio e la tuta anti pioggia, Marco invece sulla sua HD ha la sua casa, alla quale aggiungiamo il mio sacco a pelo. Un bacio a Gaby, una foto ricordo della partenza e salutiamo la città di Riobamba, lasciando i suoi 2700m per salire verso il paramo e il Parque Nacional del Volcàn Sangay. Il sogno è divenuto realtà e ora bisogna viverlo!

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