
Tra Dolomiti, Stelvio e valli segrete: i migliori itinerari di Pasqua in moto con arrivo in hotel spa esclusivi tra Trentino e Alto Adige.
INDICE DEI CONTENUTI
Gudon e Chiusa: curve dolomitiche e silenzi sospesi
Pasqua sulle Dolomiti significa asfalto che torna vivo. Il disgelo libera i passi più bassi, l’aria si fa tersa, il traffico resta contenuto. È il momento ideale per scatenare le vostre BMW GS, Ducati Multistrada o Harley-Davidson, moto nate per divorare chilometri e panorami.
L’itinerario suggerito parte da Bolzano e risale la Valle Isarco verso Chiusa. Da qui si può salire verso Villandro e Velturno, alternando tratti scorrevoli a curve più tecniche. L’Alpe di Barbiano regala vedute ampie, quasi metafisiche, con le cime ancora spruzzate di neve.
Arrivo consigliato: Gnollhof – Mystic Place Dolomites, a Gudon sopra Chiusa. A 1.160 metri, questo indirizzo storico gestito dalla famiglia Verginer interpreta l’ospitalità con misura e profondità. Spa con piscina infinity sulla valle, sauna panoramica, cucina altoatesina curata senza manierismi. Dopo una giornata in sella, il passaggio dalla tuta tecnica all’accappatoio è quasi rituale.

Val di Sole: l’epica primaverile
Il Passo dello Stelvio in primavera è purtroppo sempre chiuso, ma i versanti più bassi e la Val di Sole offrono già percorsi spettacolari, soprattutto per chi ama la guida fluida e potente.
Da Cles si risale verso Peio Fonti, nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio. L’asfalto è largo, ben tenuto, con curve ampie che invitano a una conduzione precisa. La luce primaverile esalta i contrasti tra prati verdi e creste innevate.
Base ideale: Hotel Vioz – Family Hotel & Apartments a Peio Fonti. Struttura solida, vocazione familiare ma con servizi di livello: piscina riscaldata, area wellness panoramica, cucina curata. Perfetto per chi viaggia in coppia o con famiglia al seguito. La vicinanza agli impianti di Pejo 3000 consente anche un’ultima sciata mattutina prima di rimettersi il casco.

San Candido e le Tre Cime: eleganza e sostanza
La Val Pusteria è un corridoio alpino di grande fascino. Da Bressanone si procede verso est lungo una strada ampia e scorrevole, perfetta per moto turismo di fascia alta. L’orizzonte si apre sulle Tre Cime di Lavaredo, icona assoluta delle Dolomiti.
Da San Candido si possono organizzare escursioni verso il Lago di Dobbiaco o il Lago di Braies, in un susseguirsi di curve dolci e rettilinei armonici. Guida rilassata, paesaggio magnetico.
Qui l’indirizzo giusto è il Naturhotel Leitlhof. Struttura autosufficiente dal punto di vista energetico, 3.000 mq di spa, piscine interne ed esterne. Un hotel che parla la lingua della sostenibilità senza rinunciare al comfort. Dopo 250 chilometri di curve, l’acqua calda e le saune diventano parte integrante dell’itinerario.

Val Casies, Monguelfo e Tesido: la via lenta
Non solo passi iconici. La Val Casies – Monguelfo – Tesido è la scelta di chi preferisce la sottrazione al clamore. Strade secondarie, traffico ridotto, masi storici e boschi che tornano a respirare.
L’itinerario può partire da Brunico, salire verso Monguelfo e inoltrarsi nella valle fino a San Martino. Qui la guida si fa contemplativa. Curve dolci, ritmo cadenzato, soste fotografiche inevitabili. Ideale per chi apprezza la dimensione slow anche in sella.
La valle offre un’accoglienza diffusa e un contesto autentico, con la possibilità di abbinare l’esperienza motociclistica a cammini primaverili come la Via Lucis. In alternativa, in meno di un’ora si raggiungono i comprensori di Plan de Corones o 3 Zinnen Dolomites, ancora attivi nel periodo pasquale.

Perché scegliere la Pasqua per un viaggio in moto sulle Alpi
Aprile è un mese di confine. Le strade non sono ancora affollate, i prezzi più equilibrati rispetto all’alta stagione, l’atmosfera rarefatta. La Pasqua in moto diventa così un’esperienza di transizione: dall’inverno alla primavera, dalla tensione quotidiana a un tempo più elastico.
Per chi guida moto premium, abituato a standard elevati, l’abbinamento tra itinerari alpini e hotel con spa panoramica non è un vezzo, ma una scelta coerente. Si viaggia per emozione. Si sosta per rigenerarsi. E si riparte con lo stesso desiderio con cui si è partiti: quello di allungare la strada.


















