Guidare in moto nei deserti e sulle dune è alla portata di tutti: imparare direttamente sul campo, con la giusta moto e il giusto istruttore.
Pietro Tupputi ci spiega, in 2 articoli, la teoria e la tecnica che sono alla base dei sui corsi nei deserti della Tunisia e del Marocco.
PARTE SECONDA – LA TECNICA DI GUIDA
Pronti partenza via!!! Ricordatevi che la frizione non va mai stressata oltre misura, una volta lasciata è inutile insistere con sfrizionamenti continui, la ruota girerà probabilmente a vuoto e voi potrete aiutarvi un po’ con le gambe a far prendere un po’ di velocità alla moto, bene a questo punto è necessario sapere che se insistiamo con la prima la moto continuerà ad affondare con il posteriore senza acquisire velocità, a questo punto va inserita la seconda e come per magia il posteriore uscirà dalla sabbia e la moto prenderà velocità, bene appena avete conquistato la vostra velocità di galleggiamento, quella che vi permetterà di fare più o meno tutto, a patto di girare larghi con traiettorie che non vi facciano mai perdere quella velocità minima. E’ necessario capire da subito come fermarsi, il freno anteriore va quasi dimenticato, si può accarezzare un po’ il posteriore e bisogna sempre mettere la moto in leggera discesa e mai con il muso in salita, pena il posteriore che affonderà impedendo la successiva ripartenza.

Affrontiamo le dune! Inizialmente il consiglio è quello di affrontare salite e discese seguendo la linea di massima pendenza e mai tagliandole in diagonale. Abbiamo detto che dovremo avere almeno la seconda inserita, il motore dovrà essere allegro, che significa non a limitatore altrimenti non potremo accelerare ulteriormente, ma neanche al minimo perché non ci permetterebbe di riprendere in caso sabbia molle.

La discesa va affrontata con peso completamente indietro, freno anteriore da dimenticare (salvo la sabbia sia dura come l’asfalto, per esempio dopo una pioggia copiosa) e in caso l’anteriore tenda ad affondare è necessario dare un po’ di gas per alleggerirlo. In caso ci si senta intimoriti da lunghe discese e pendenze molto elevate, può essere rassicurante tenere a terra il piede sinistro che aiuterà a stabilizzare la moto. E’ necessario comunque avere una velocità minima, scendere troppo piano vi darà un equilibrio precario, scendere a “cannone” potrebbe farvi fare un bel cappottone in caso di dislivelli o gradini, spesso presenti alla fine della discesa, quindi come sempre il consiglio è non esagerare.
Le lingue di sabbia: quando si entra in zone sabbiose caratterizzate da canali di sabbia molle è necessario rallentare prima, nel caso scalare anche una marcia ed affrontare i canali con tutto il peso indietro ed in leggera accelerazione, l’anteriore deve rimanere leggero in modo da galleggiare. Una cosa da non dimenticare è di guardare sempre esattamente dove si vuole indirizzare la moto.

La sabbia: alcuni dopo un’ora pensano di aver capito tutto, io dopo quindici anni di sabbia, trovo ancora situazioni che non mi erano mai capitate. La consistenza del terreno cambia in base ad eventuali piogge, tempeste di sabbia, passaggi ripetuti di veicoli… La sabbia può essere più o meno molle in zone differenti, anche relativamente a poca distanza tra loro. Il vento o peggio le tempeste depositano molta sabbia molle e complicano decisamente le valutazioni sulla traiettoria migliore. Le dune isolate sono molto spesso meno consistenti, perché create da sabbia di continuo deposito. Dietro una duna si potrebbero trovare ostacoli, bisogna sempre tenerne conto, cespugli, buche, pietre, una moto a terra… E’ necessaria la conoscenza dei differenti tipi di dune, le temili Barcane, le spettacolari Sif, le travagliate Ghourd e dei i venti che le modellano…



















