HAT Sanremo Sestriere 2020 una bellissima avventura ed esperienza fuoristrada tra gli sterrati della Liguria e le strade militari del Piemonte. Ecco cosa c’è da sapere.
Nonostante i guasti, la nostra esperienza (a metà) è stata pur sempre molto positiva, per questo motivo vi parliamo di un po’ di cose da sapere se non l’avete mai fatta e ci state facendo un pensierino per l’anno prossimo.
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Location
Bellissima la partenza da Portosole a Sanremo. Tanti gli stand delle aziende, sia per dare supporto ai piloti che per mostrare i loro prodotti. Tra i “tecnici” c’erano ANLAS, che cambiava gomme senza tregua, Garmin, che caricava tracce e spiegava come usarle, Enduristan che vendeva borse e aiutava a sistemarle sulla moto o a trovare quella migliore, TUR, che vestiva i piloti che erano partiti con poco abbigliamento tecnico, e poi tanti altri come A Manetta, Klim, Nolan…
Sotto la passeggiata, dentro il porto, era stato allestito il palco per i briefing, direttamente nel camion “showroom” di Nolan, uno degli sponsor, e la bellissima pedana di partenza, super scenografica soprattutto in notturna.
L’evento
Alle 23 del venerdì sera sono partiti i “pazzi” della extreme, con in testa Aldo Winkler, ex pilota della Parigi Dakar, e Andy suo figlio, che corre in Supercross negli Stati Uniti. Una vera emozione vederli partire insieme, seguiti poi da tutti gli altri gruppi della lunga traccia da 900 km.
Il giorno, sono partiti i gruppi Discovery e Classic, tra cui il sottoscritto, con un bellissimo Dominator del 90, preparato per l’occasione.
Il percorso di 560 km sale per le colline liguri e, dopo qualche giro tortuoso in fuoristrada, si dirige verso il Tenda, poi Boves e sale poi sugli alti monti piemontesi, fino all’Assietta, per poi ridiscendere verso Sestriere, dove l’arrivo è previsto 24 ore dopo più o meno, assieme ai gruppi discovery ed extreme, per festeggiare tutti insieme.
La moto

La nostra compagna di viaggio è stata una Honda Dominator del 1990. Bellissima, con il Kit Rally di Solo Moto Preparazioni. Cupolino stiloso, carene su misura in vetroresina, fari led, parafango modificato a cui abbiamo aggiunto un manubrio Renthal, strumentazione digitale Trail Tech, tubi freno di Frentubo (indispensabili per la Dominator) con treccia in carbonio, molle forcella e del mono ammortizzatore della Hyperpro, fornite da Rinolfi Motorcycle Parts, distributore per l’Italia, e pneumatici Anlas Capra-X, distribuiti da Innovabox.
Cose da sapere
Prima di parlarvi della mia disavventura è bene fornirvi qualche utile informazione:
1) Portatevi da bere e da mangiare, perché se vi stancate molto sul percorso prima dei ristori, avete modo di recuperare energie e non sfiancarvi.
2) Portatevi ricambi e attrezzi per eventuali riparazione, compreso un bel tubetto di bicomponente. Chiedete magari al vostro meccanico di fiducia cosa portarvi e come cambiare eventuali parti della moto o sostituire le camere d’aria ad esempio.
3) Non ci sono scope e non c’è assistenza: se rompete la moto dovete cavarvela tra di voi, per questo motivo si viaggia in gruppi minimo di 3 persone. Ovviamente se vi fate male, nessuno vi abbandona, tranquilli.
4) Le tracce sono divise solo in due “spezzoni” quindi fate molta attenzione perché non sono chiarissime in alcuni punti (anzi forse un po’ pasticciate direi). Fermatevi e leggetele bene perché anche se avete esperienza, una leggerezza potrebbe indurvi in errore.
5) copritevi bene, come direbbe la mamma, perché se fa caldo fate sempre in tempo a spogliarvi, ma se fa freddo sono cavoli amari sono avete abbastanza strati. Vi ricordo infatti che siete in montagna dopo poco dalla partenza e che il meteo fa spesso brutti scherzi
6) la moto: meno pesa meglio è. Se avete una grossa maxi enduro fate prima un po’ di pratica in off-road e valutate bene se siete in grado di controllarla per tante ore di fila su fondi a tratti messi molto male.
Cosa mi è successo

Purtroppo, una moto del 1990 non potrà mai essere in forma come una moto recente. L’età e l’usura si fanno sentire e i guasti sono dietro l’angolo. Per questo motivo consiglio sempre di utilizzare una moto recente per questi eventi che non prevedono assistenza sulla strada. Noi a questo giro siamo stati traditi dalla bobina che ci ha costretti al ritiro.
Inoltre, a causa del ritardo accumulato dal guasto alla moto, dopo il primo ristoro, mi sono accodato ad alcuni riders che hanno letto male la traccia, finendo sul percorso errato per poi essere costretto a ripiegare su Sanremo anche in ragione del guasto. Tra l’altro non sono stati pochi i riders che hanno sbagliato in quel punto, dopo il primo ristoro. Per questo motivo penso sia meglio dividere il percorso in più tracce, come fanno in altri eventi, ed evitare di seguire una una singola traccia, troppo lunga e contorta.
Quindi
Non ci fermiamo mai, la bobina è stata data alle fiamme, e noi siamo ancora più carichi in attesa della Sanremo Sestriere 2021. Non dico che ci vogliamo vendicare facendo la Extreme, ma sinceramente un pensierino ce lo stiamo facendo… All’anno prossimo!
PS: ringrazio tutto il team HAT per l’accoglienza, Danilo e Giacomo per la pazienza e il Lele per il passaggio.


















