Marche in moto: Parco del San Bartolo

Scopriamo in moto le Marche, l'itinerario del Parco di San Bartolo, con il suo mare e i suoi borghi tra i più belli d'Italia.

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Marche in moto - Parco di San Bartolo

Giro in moto nelle Marche per un breve ma stupendo tour attraverso il Parco del San Bartolo, da Gabicce Mare a Pesaro.

La strada panoramica che attraversa il Parco naturale del Monte San Bartolo e che unisce Gabicce a Pesaro è un vero incrocio tra arte e natura.

Gabicce Mare è famosa per la sua bellezza naturalistica, resa ancora più affascinante dal promontorio del Monte San Bartolo su cui sorge Gabicce Monte. La spiaggia è bellissima, il mare caldo e soprattutto pulito. Se poi aggiungiamo ottimo cibo e la calorosa accoglienza marchigiana, capiamo perché è una delle destinazioni turistiche più affascinanti della Riviera Adriatica delle Marche.

1Partiamo in moto

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Gabicce Mare vista da Monte

Il tratto è breve, forse più da considerarsi una passeggiata, ma sicuramente una perla da non perdere, anzi da percorrere lentamente per godersi il parco e le soste panoramiche veramente belle.

Consigliamo una sosta al borgo medievale di Gabicce Monte, all’interno del Parco Naturale del San Bartolo, con la sua Piazza Valbruna, alcune piccole case antiche che la circondano e la Chiesa di Sant’Ermete,  all’ingresso del paese.

Durante l’estate consigliamo un tuffo nella splendida Baia della Vallugola, un vero paradiso per chi desidera uscire da caos della Riviera: inserita in una stupenda insenatura protetta ai lati da due promontori che la separano da Gabicce e Castel di Mezzo. Questa splendida baia ha una piaggia di ciottoli colorati e l’acqua cristallina, una vera perla rara del Mare Adriatico.

2Altre tappe consigliate

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Fiorenzuola di Focara

Facciamo una breve sosta al borgo di Casteldimezzo, per la sua posizione mediana tra i castelli di Gabicce e di Fiorenzuola di Focara. Ci fu un tempo in cui il borgo aveva un importante porto alle pendici del suo colle e la protezione offerta dagli adiacenti centri fortificati lo resero castello di assoluto rilievo. Conteso tra la Chiesa ravennate e pesarese prima e tra i due rami della famiglia Malatesta poi, Casteldimezzo ospitò imponenti guarnigioni militari sia ai tempi dei già citati Signori di Rimini che a quelli degli Sforza e dei Della Rovere. Purtroppo la lenta erosione del mare sulla collina nel 1648 fece franare metà paese nell’azzurro dell’Adriatico.

Avanziamo ancora qualche chilometro e ci troviamo a Fiorenzuola di Focara. Purtroppo i crolli, le frane e i terremoti che si sono succeduti negli anni hanno inciso tanto sul luogo e oggi l’antica fortezza risulta mutilata. Questo borgo a picco sul mare conserva comunque un immenso fascino, con i resti della cinta muraria pentagonale e i tre bastioni superstiti, e la bella porta d’accesso. Della chiesa di Sant’Andrea rimane il suggestivo campanile con l’orologio che con i suoi rintocchi scandisce lo scorrere delle tempo.

Consigliamo prima, dopo o durante il percorso, ovviamente una deviazione (direi obbligatoria) al celebre Borgo del Castello di Gradara.

Ringraziamo Regione Marche per l’ospitalità, il supporto e la collaborazione.

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