
A partire dal 2025, alcuni tra gli itinerari più amati dai motociclisti saranno interdetti alla circolazione. I nuovi divieti, motivati da ragioni ambientali e di sicurezza, stanno già sollevando proteste e perplessità in tutta Italia.
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Le zone coinvolte
A partire da marzo 2025, saranno introdotti nuovi divieti di accesso per le moto in alcune aree turistiche a forte impatto ambientale. Tra le località interessate spiccano:
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Passo dello Stelvio, Parco delle Cinque Terre e Dolomiti bellunesi, con chiusura nei weekend e nei mesi estivi
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Costiera Amalfitana, con limitazioni orarie nei giorni festivi
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Tratti secondari del Gran Sasso e della Val d’Orcia, dichiarati “zone a traffico turistico controllato”
Questi provvedimenti, già inseriti nei piani regolatori locali, si stanno estendendo ad altre province.
I motivi dei nuovi divieti
Le autorità regionali e comunali motivano la scelta con la necessità di ridurre l’inquinamento acustico, il traffico e l’usura dei tracciati in contesti naturalistici fragili.
Secondo l’ARPAV e l’ISPRA, alcuni di questi percorsi superano abitualmente le soglie di rumore consentite, soprattutto nei mesi di alta stagione.
Anche la pressione turistica, aggravata dal boom del mototurismo post-pandemia, ha reso necessario un intervento.
Le reazioni del mondo motociclistico
La decisione ha suscitato forti critiche da parte delle comunità di rider, club motociclistici e associazioni di categoria. In molti denunciano l’assenza di un dialogo con gli utenti della strada e parlano di misure “ideologiche” e discriminatorie.
Le associazioni e i motoclub italiani hanno definito i provvedimenti “punitivi e privi di visione”, chiedendo l’introduzione di limiti intelligenti basati sul comportamento e non sul mezzo.
Le alternative suggerite dalle autorità
Per non penalizzare il comparto turistico legato alle due ruote, alcune amministrazioni locali propongono navette panoramiche, bike sharing elettrico e l’istituzione di giornate “motor friendly”, in cui l’accesso sarà consentito solo a moto elettriche o certificate con emissioni ridotte.
Tuttavia, molte delle soluzioni sono ancora in fase sperimentale e rischiano di rivelarsi inadeguate per il turismo a lungo raggio.
Cosa cambia davvero dal 2025
Dal prossimo anno, l’accesso a decine di itinerari storici e naturalistici sarà limitato o vietato in base alla stagione, all’orario e alla tipologia del veicolo. Le sanzioni per chi trasgredisce potranno superare i 250 euro, con segnaletica dedicata già in fase di installazione.
Sarà indispensabile consultare i portali turistici locali o le ordinanze comunali prima di pianificare una gita in moto, per evitare brutte sorprese.

















