Autovelox trappola: motociclisti furiosi, il comune incassa milioni in multe

Posizionati in modo scorretto, i nuovi autovelox fanno infuriare i centauri: ecco dove e perché.

Autovelox trappola
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In un piccolo comune marchigiano, due autovelox hanno scatenato una bufera.

A San Teodoro del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, sono state elevate migliaia di multe nel giro di poche settimane. Il risultato? Oltre 2,3 milioni di euro incassati solo nel primo trimestre del 2025.

Il problema, secondo molti motociclisti, non è il controllo della velocità, ma il modo in cui questi strumenti sono stati posizionati: tratti in discesa, curve ampie, cartelli poco visibili o coperti dalla vegetazione. In molti casi, i limiti variano bruscamente nel giro di pochi metri.

Diverse segnalazioni parlano di vere e proprie trappole, progettate più per fare cassa che per aumentare la sicurezza stradale. La zona più discussa è Via del Mare, un rettilineo panoramico molto frequentato anche da turisti in moto.

Secondo il Codice della Strada, gli autovelox devono essere segnalati in modo chiaro e visibile. Tuttavia, molti motociclisti multati raccontano di non aver visto alcun avviso. Alcuni hanno già avviato la procedura di ricorso.

Un gruppo di centauri, con il supporto di due associazioni di consumatori, sta organizzando un’azione legale collettiva contro l’amministrazione comunale, chiedendo maggiore trasparenza e il rimborso delle sanzioni considerate illegittime.

Chi riceve una multa in circostanze simili può:

  • Verificare la corretta segnalazione dell’autovelox

  • Documentare la zona con foto e video

  • Consultare un legale specializzato per valutare un ricorso

Il dibattito è aperto. I motociclisti chiedono regole chiare, controlli legittimi e sicurezza vera, non strategie punitive mascherate da prevenzione.