In moto in Friuli al confine Orientale: da Trieste a Castelmonte

In moto alla scoperta delle bellezze di confine, tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia. Dal mare alle colline del Collio.

Castello di Miramare trieste moto friuli

In moto lungo l’itinerario dell’ “estremo oriente” italiano: parte da Trieste, una città di confine, ricca di cultura e testimone di secoli di storia e giunge, lungo il confine sloveno, a Castelmonte.

Trieste

trieste harley piazza unita italia motoNon sempre sono i passi alpini a regalare tante emozioni a noi motociclisti. Basta partire daTrieste, in Piazza dell’Unità d’Italia, la più grande d’Europa affacciata sul mare, per avere il primo ricordo indelebile di questo giro in moto. Seguiteci!

Accendiamo la nostra due cilindri col profumo di mare ancora nelle narici e ci dirigiamo verso Barcola, puntando il Faro della Vittoria e successivamente le frazioni di Contovello e Prosecco. Le curve si susseguono eleganti e dolci, ad una andatura lenta perché ogni scorcio merita una foto, come il celebre panorama di Trieste e con il faro o il Castello di Miramare.

La Grande Guerra

Dopo le località di Santa Croce e Sistiana, giriamo il nostro manubrio alla volta di San Giovanni di Duino, dove possiamo vedere il celebre monumento dedicato alla Divisione Fanteria “Lupi di Toscana“. Questi luoghi sono purtroppo stati testimoni di tante guerre e tante vittime di tutti gli schieramenti. san giovanni duino friuli moto lupi toscanaDa qui si imbocca la Regionale SR55, anche detta “Vallone“, strada poco impegnativa ma con le curve al posto giusto. Suggeriamo, lungo il tratto che vi porta fino alle di Gorizia, una sosta ai laghi di Doberzò e Pietrarossa. Chi ha voglia di sgranchire le gambe può visitare il Rifugio Casa Cadorna, sul Monte Castellazzo. Per raggiungere questo sito bisogna partire da Doberdò e seguire, a piedi, il sentiero CAI77 che termina nei pressi del Lago. Lungo la strada è possibile anche ammirare (prestando la dovuta attenzione) numerose opere militari, in particolare camminamenti e postazioni. Dopo circa due chilometri si arriva al rifugio Casa Cadorna da cui si può godere dello stupendo panorama verso il Lago di Doberdò ed il Carso triestino.

Rimanendo in tema bellico, si può optare per una variante dalla SR55 in direzione San Martino del Carso e successivamente San Michele del Carso. Tra queste due località si erge, quale testimone dei drammatici anni della Grande Guerra l’omonimo Museo all’Aperto. Grazie ad una serie di percorsi facili e adatti a tutti, si possono scoprire diverse strutture e i monumenti costruiti sulle pendici e sulle quattro cime di questo rilievo carsico risalenti alla Grande Guerra. Qui combatté anche Giuseppe Ungaretti, che con la sua prosa ha tramandato a tutti i drammi del Monte San Michele, teatro di battaglie durissime sul fronte isontino.

Gorizia

Castello di Gorizia moto friuliDopo questa triste ma affascinante deviazione proseguiamo verso Gorizia, crocevia di civiltà, culture ed etnie. Arrivati nella centrale e bellissima piazza della Vittoria, a sinistra si ammira la chiesa di Sant’Ignazio e a destra si scorge il castello medievale, cuore e il simbolo della città. Attraversata la piazza si imboccano in sequenza via Carducci, piazza De Amicis, dove si possono visitare le raccolte dei Musei Provinciali ospitate in Palazzo Attems. Dopo la breve o lunga sosta nella città sospesa tra i confini italiano e sloveno, si attraversa il ponte sul fiume Isonzo, direzione Cividale del Friuli.

Il Collio

vigneti collio moto friuliLa strada può seguire la Regionale SR356, più “morbida”, oppure si può provare a seguire le statali che costeggiano il confine, sia dal lato italiano che da quello sloveno, con strade più “campagnole” attraverso la natura e meno trafficate. Avvicinandosi a Cividale si giunge in una delle zone più prestigiose per quanto riguarda la produzione vinicola nazionale. Sono numerosissime le cantine di produttori in cui è possibile fermarsi per una degustazione o per acquistare bottiglie conosciute in tutto il mondo per il loro pregio. Le colline del celebre “Collio” sono letteralmente decorate dai ricami dei vigneti, in un paesaggio quasi fiabesco.

Giunti a Corno di Rosazzo, dopo circa 68 chilometri di percorrenza, la strada diventa più lineare. Chi vuole può fermarsi per una visita all’Abbazia di Rosazzo, Oggi è sede di un centro culturale. Di particolare interesse storico e artistico è la chiesa abbaziale dedicata a san Pietro Apostolo, risalente all’XI secolo e decorata internamente da affreschi del Cinquecento.

Cividale del Friuli e Castelmonte

In pochi minuti si giunge alle porte di Cividale, vero gioiellino sul fiume Natisone, con testimonianze storiche di grande importanza, come ad esempio il Tempietto Longobardo. Cividale del Friuli è anche il punto di partenza dell’itinerario longobardo in Italia, riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

Da Cividale si seguono le indicazioni per Castelmonte. La strada torna a salire e in otto chilometri si passa dai 135 metri di altitudine di Cividale ai circa 600 di Castelmonte. Le curve sono emozionanti e all’arrivo ci si ritrova di fronte l’antico e suggestivo borgo con il santuario, meta di pellegrinaggi per venerare la Madonna Nera, anche detta “Madonna viva”, per l’atteggiamento vivace e a postura materna, e “Madonna bella”, per la piacevolezza dei tratti del volto.

Finisce qui la nostra proposta di itinerario, ma le strade per scoprire il mondo sono infinite, a voi scegliere quale seguire o farlo fare al cuore. Buona strada.

Per maggiori informazioni e ulteriori destinazioni potete visitare il sito PromoTurismoFVG. (Photo credits © PromoTurismoFVG).

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