Salento in moto – l’itinerario più bello di Puglia da Leuca a Otranto

La Puglia in moto, itinerario lungo la costa più bella e suggestiva del Salento, da Santa Maria di Leuca a Otranto tra le curve più belle a picco sul mare.

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La SP 81 è una delle strade da fare in moto più panoramiche di tutto il Salento e della Puglia, nonché una delle più belle di tutta Italia. La strada è a ridosso del mare e passa attraverso splendide zone come Castro, Santa Cesarea Terme e Porto Badisco.

Il Salento è ormai noto in tutto il mondo per la bellezza delle sue spiagge, per le tradizioni culturali ed eno-gastronomiche, per i comuni antichi da visitare, la musica, gli eventi e il clima ideale tutto l’anno per visitarlo in moto. Il nostro itinerario ci porta dalla punta più a Sud del “tacco”, Santa Maria di Leuca, a Otranto, per circa 50 chilometri che saranno indimenticabili.

Si parte da Santa Maria di Leuca, un piccolo ma stupendo centro balneare e peschereccio che sorge nell’insenatura tra Punta Ristola e Punta Meliso. Letteralmente incastonata, come una pietra preziosa, in un tratto di costa alternato da scogliere e piccole calette di sabbia. Le numerose grotte sono di grande interesse storico e naturalistico e i fondali marini sono un vero e proprio paradiso per il turismo subacqueo. I punti più belli sono accessibili solo via mare, ma tante sono le alternative da raggiungere a piedi e godersi un tuffo nel blu. Numerose e sontuose sono le ville ottocentesche di stampo moresco, liberty e pompeiano, che si affacciano sul mare. Una scalinata di 184 gradini collega il Santuario di Santa Maria di Leuca (a picco sulla sulla costa e da cui godere di bellissimi panorami) al sottostante porto facendo da cornice all’Acquedotto Pugliese che sfocia in mare.

Proseguendo verso Nord, in modo da avere la costa da ammirare sulla proprio senso di marcia, giungiamo a Castro, affascinante borgo medievale. Possiamo considerare questa località divisa in due parti ben distinte: da una parte Castro Marina, dove sorge anche il porto nei pressi del quale si vedono le grotticelle scavate che servono da magazzini per i pescatori; dall’altra Castro Superiore, borgo di antiche origine in posizione panoramica sul mare lungo un’estesa zona collinare. Le fortificazioni cinquecentesche, ancora visibili per ampi tratti, furono erette per difendersi dalle frequenti incursioni piratesche. Nella parte alta troviamo il castello eretto nella seconda metà del Cinquecento sulle rovine di un altro ancor più antico, e troviamo anche la Cattedrale, originaria del XII secolo e successivamente modificata nel tempo, in cui sono evidenti segni romanici e bizantini.

Riprendiamo la strada in direzione Santa Cesarea Terme, un piccolo centro di tremila abitanti che sorge su una grande scogliera a strapiombo sul mare, affacciata sul Canale d’Otranto. La fama di Santa Cesarea Terme è dovuta, naturalmente, alle sue acque termali con proprietà salsoiodiche e sulfuree, che sgorgano da quattro cavità naturali ad una temperatura attorno ai 30 gradi.L’abitato è ricco di ville costruite dai nobili della zona sul finire dell’Ottocento e di palazzine a schiera pronte ad accogliere i suoi visitatori. Sul suo territorio vi è anche una lieve collina verdeggiante dove crescono gli uliveti e le vigne. Le strade tracciano il percorso tra eleganti abitazioni che sembrano renderlo un paese di altri tempi.

Prima di giungere a Otranto è realmente obbligatoria una sosta a Porto Badisco (nella foto in alto) un vero diamante del Salento, dove, nella sua celebre caletta, si respira il profumo del vento, della salsedine, della macchia ed essenze mediterranee. Il mare di Porto Badisco è pescosissimo di ricci che si possono gustare nel chiosco adiacente il piccolo bar del borgo, di fronte al quale si trova uno straordinario belvedere che si affaccia sugli scogli. Secondo la leggenda, qui approdò Enea su una piccola imbarcazione, insieme al padre Anchise ed al figlio Ascanio. In questa magica località balneare di Puglia denominata appunto “approdo di Enea” si trova la famosa Grotta dei Cervi, la Cappella Sistina della preistoria, un complesso ipogeo, che quattro millenni fa ospitò i primi abitanti del Salento. Questa grotta sotterranea è lunga tre chilometri e racchiude migliaia di graffiti e dipinti con una vivacità dei colori che ancora oggi ci stupisce, peccato che per ragioni di sicurezza sia chiusa al pubblico dal 1970.

Giungiamo infine a Otranto, chiamata anche “Porta d’Oriente”, si affaccia a sud dell’Adriatico sul Canale d’Otranto, lo stretto tra la Puglia e i Balcani che prende il suo stesso nome. Otranto è nota per la sua Cattedrale, terminata e aperta al culto nel 1088. La sua facciata fu ricostruita dopo l’invasione turca e di incomparabile valore è il mosaico pavimentale eseguito nel XII secolo oggi completamente restaurato. Al suo interno la Cattedrale conserva anche i resti degli 800 martiri uccisi dai Turchi durante la loro invasione. Ma oltre alla Cattedrale, Otranto offre anche la meravigliosa visione del Castello Aragonese, assieme alle torri, i bastioni e le mura. Il borgo antico presenta strette strade realizzate in pietra viva, che si snodano a serpentina tra le case, oggi in gran parte adibite ad ospitare numerosi e caratteristici negozietti e attività enogastronomiche. La città d’estate è particolarmente viva sia di sera sia di giorno grazie alla presenza di due piccole spiagge interne al centro urbano. Spostandosi di alcuni chilometri, poi, potrete rilassarvi in una delle grandi ed ariose spiagge nei pressi dei Laghi Alimini, un angolo di natura incontaminata facente parte anche di un parco regionale e che comprende posti incredibili come la Baia dei Turchi.

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